L’Angel Investing

L’angel investing trova le sue origini nei movimenti “filantropici” tardo-ottocenteschi, dove alcuni soggetti di spicco della società statunitense di allora, dotati di ingenti capitali e di una fitta rete di contatti sociali, si dedicarono alla promozione, soprattutto finanziaria, di spettacoli e produzioni teatrali. Queste persone furono comunemente indicate come “Business Angels”.

Successivamente, i mutamenti del contesto economico spinsero tali soggetti ad indirizzare il proprio supporto finanziario verso iniziative imprenditoriali che trovavano difficoltà ad ottenere i capitali necessari per il finanziamento dell’avvio delle attività d’impresa attraverso le tradizionali fonti di reperimento.

Oggi, i Business Angels sono identificati come investitori privati e “informali” nel capitale di rischio di imprese e start-up di piccola o media dimensione.

In Italia il mercato dell’informal venture capital, dopo una fase pionieristica che si fa convenzionalmente risalire come data di partenza al 1999, è un mercato che si può dire consolidato e maturo. Infatti, seguendo l’esempio di numerose altre nazioni europee, i Business Angels si stanno sempre più organizzando, aumentando il reciproco scambio di informazioni e opportunità tramite la creazione di diverse reti di collegamenti e istituzionalizzando la loro presenza e attività sul territorio.

La Commissione Europea, nella ferma convinzione che un circuito di investitori informale per le PMI contribuisca in modo sostanziale al loro sviluppo, ha promosso la costituzione di E.B.A.N., European Business Angels Network, i cui membri sono EBN (Rete Europea dei BIC), EURADA (Rete Europea delle Agenzie di sviluppo locale) e le reti nazionali di Business Angels di Regno Unito, Belgio, Finlandia, Francia, Olanda Germania e Italia (I.B.A.N.).

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